GreeMe.it

Andrea Orlando al Ministero dell’Ambiente

Scritto Da Francesca Mancuso

 

 Creato 29 Aprile 2013

ministri letta

Spezzino, classe ’69. Andrea Orlando da ieri è il nuovo Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Scongiurato dunque il rischio che il Ministero dell’Ambiente potesse scomparire, accorpato a quello dello Sviluppo Economico o delle Infrastrutture.

Dal 2008 portavoce nazionale del Partito Democratico e onorevole alla Camera dei deputati dove è membro della Commissione bilancio della Camera e componente della Commissione parlamentare Antimafia, il nuovo Ministro dell’Ambiente ha fatto sentire la sua voce a favore degli alluvionati della Liguria e della Lunigiana.

Orlando infatti più volte ha sollecitato il Governo ad intervenire per assicurare agli enti locali le risorse necessarie a finanziare gli interventi per la messa in sicurezza del territorio, e soprattutto dell’area della Liguria flagellata dall’ultimo alluvione.

Ma chi è veramente Orlando? La sua attività politica comincia a soli 20 anni, quando nel 1989 diventa segretario provinciale della FGCI e l’anno successivo viene eletto nel consiglio comunale della Spezia con il PCI. In seguito allo scioglimento del Partito Comunista Italiano, verrà rieletto con il PDS,di cui diviene capogruppo nel consiglio comunale della sua città nel 1993. E’ assessore alle attività produttive prima e alla pianificazione territoriale poi fino al 2002.

Nel gennaio 2011 Bersani lo nomina commissario del PD di Napoli e alle elezioni politiche del 2013 è candidato alla Camera dei Deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Liguria. Orlando fa parte anche della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali.

La sua attenzione al fenomeno delle alluvioni potrebbe dunque essere di buon auspicio nella lotta al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico, così come la sua presenza all’interno della suddetta commissione parlamentare potrebbe essere altrettanto utile nel combattere le ecomafie.

andrea orlando ministro ansaAndrea Orlando durante il giuramento (foto: Ansa.it)

Qualche dubbio rimane però, sul nuovo Ministro dell’ambiente. Orlando infatti è a favore della Tav, come è emerso durante la querelle tra Vendola e Renzi alle primarie del PD. Allora, Orlando aveva parlato della Torino-Lione come di una infrastruttura fondamentale: “Abbiamo registrato la scambio di attenzioni tra Vendola e Renzi finalizzato alla messa in discussione di una infrastruttura fondamentale come la Tav. Il popolo del centrosinistra tirato in ballo deve battersi per la modernizzazione del Paese e per la realizzazione di una rete di trasporti sostenibile a livello europeo, che progressivamente sostituisca la rotaia alla gomma”, aveva detto. Non occorre aggiungere altro per chiarire la sua posizione sull’annosa vicenda TAV.

Ieri il passaggio di consegne tra il neoministro Andrea Orlando e l’uscente Clini. “Abbiamo fatto il punto sulle tante questioni che approfondirò nei prossimi giorni” ha detto Orlando.

Questo Governo ha di fronte grandi sfide sociali, economiche e ambientali. Siamo pronti a confrontarci con i nuovi ministri per cercare di imprimere quel cambiamento che serve all’Italia e che passa inevitabilmente per una nuova attenzione ai temi della qualità ambientale, per la lotta all’illegalità ambientale e all’ecomafia, per la spinta alla Green economy e nel contrasto dei cambiamenti climatici” ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. “Da Andrea Orlando all’Ambiente – continua – ci aspettiamo che porti avanti concretamente il sostegno alla Green economy, la lotta al dissesto idrogeologico, la riqualificazione energetica delle città e, data la sua esperienza nella commissione antimafia, l’inserimento dei reati ambientali nel codice penale”.

Una gatta da pelare, per il nuovo Ministro, sarà quella del ponte sullo stretto visto che se sarà di diverso avviso dovrà battersi col nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, come ha sottolineato Il Fatto Quotidiano, secondo cui Lupi è sempre stato a favore “di ogni iniziativa che abbia un significativo contenuto di cemento. Il Tav prima di tutto, ma anche il ponte sullo Stretto di Messina, il Mose di Venezia, strade e autostrade e via elencando”. Ancora una volta la TAV, i cui oppositori sarebbero secondo il nuovo Ministro Lupi “un’Italia del no che non si rassegna e continua a lavorare contro il bene del Paese”. Un braccio di ferro con Andrea Orlando che ha già pronte sulla scrivania le delibere della commissione Via, per chiudere definitivamente ilcapitolo Ponte.

A tal proposito immancabile il commento del presidente dei Circoli per l’Ambiente Fimiani, che ha detto: “Possiamo gioire a fronte della lista dei Ministri: in particolare ad Orlando, De Girolamo, Bray, Lupi e Lorenzin, che occuperanno i Ministeri di nostro più diretto interesse, va il nostro grande in bocca al lupo. Non può sfuggire poi che le nomine di Lupi alle Infrastrutture e di Orlando all’Ambiente aprono le porte ad un ‘Sì’ definitivo all’Alta Velocità ed alle Grandi Infrastrutture: noi, che alla Camera abbiamo presentato un anno fa i ‘Comitati Sì Tav’, abbiamo sempre sottolineato l’importanza delle stesse, affermando in ogni occasione che sono volano e simbolo del rilancio del Paese”. Preoccupante.

Oltre al già citato Lupi alle infrastrutture, Nunzia Di Girolamo sarà il nuovo Ministro delle Politiche Agricole del Governo Letta. “Io vengo da una terra contadina in assoluto. La mia famiglia è una famiglia che ha origini contadine e ne vado fiera” ha detto lo scorso febbraio il neoministro dell’Agricoltura. Cecile Kyenge Kashetu sarà invece il nuovo Ministro per la cooperazione internazionale e integrazione.

Francesca Mancuso

http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/10280-ministero-ambiente-andrea-orlando

Cleantech.ch

02.05.13 Italy

Urlaub im Müll

Von Katie Kahle, Rom

Sizilien bangt um seine Touristensaison . In den Strassen Palermos türmt sich erneut stinkender Abfall und das kurz vor der sommerlichen Hochsaison. Die Stadtverwaltung beeilt sich mit Notstandsmassnahmen. Doch das Müllchaos hat System.

In Palermo herrscht das Müllchaos. Bereits 2000 Tonnen Müll wurden in andere sizilianische Deponien gebracht (Bild: molarade/CC BY-NC 2.0).

 

Anstelle von Frühlingsdüften stinkt in der süditalienischen Metropole Palermo der Abfall zum Himmel. Tausende von Tonnen Müll stapeln sich seit Wochen auf den Strassen der sizilianischen Hafenstadt. Nicht der Mond, sondern von entnervten Bürgern in Brand gesteckte Müllbehälter erleuchten nachts unromantisch die Strassen und verpesten die Luft. Bis Anfang kommender Woche will die Stadtverwaltung unter Bürgermeister Leoluca Orlando das Problem gelöst haben. Doch die Bürger sind skeptisch. Es ist nicht das erste Mal. Und Umweltschützer kritisieren die Notfallmassnahmen als notdürftiges Flickwerk.

 

 

Trauriges Nachspiel

 

„Die Bilder des von Müll überfluteten Palermo sind nichts anderes als das traurige Nachspiel einer dramatischen Situation, die schon seit Jahren andauert”, klagt Alfonso Fimiani, Präsident der Umweltschutzorganisation Circoli d’Ambiente. Tatsächlich ist das letzte Müllchaos knapp ein Jahr her. Damals führte ein Streik der schlecht bezahlten Müllmänner zu dem stinkenden Notstand. Als Fass ohne Boden beschrieben italienische Medien Palermos hoch verschuldete Müllfirma damals. In den Jahren des damaligen Regierungschefs Silvio Berlusconi waren 230 Millionen Euro (280 Millionen Franken) in dem Unternehmen versickert. Heute ist die Lage noch um einiges kritischer: Das städtische Abfallunternehmen Amia ist pleite.

 

 

 

Schwere Vorwürfe erhob Bürgermeister Orlando nun gegen die Kommissare, die die Amia vor drei Jahren übernahmen. Wieder ging es darum, das Müllunternehmen in die schwarzen Zahlen zu bringen. Stattdessen machte es weitere 90 Millionen Euro Verlust. Der finanzielle Engpass ist nur die eine Seite des Problems. Das Müllendlager “Bellolampo” ist voll.

 

 

Tropfen auf den heißen Stein

 

Um dem Notstand Herr zu werden, liess die Stadtregierung zusätzliche Strassenkehrer und Müllpressen anfahren. In den vergangenen Tagen wurden 2000 Tonnen Müll in andere sizilianische Deponien geschafft. Rund 800 Tonnen pro Tag sollen es in den kommenden Tagen sein. „In fünf Tagen ist hier wieder alles normal”, versprach Präfekt Umberto Postiglione noch am Dienstagabend. Für Palermo mag er recht haben.

 

 

 

Dennoch befürchten Umweltschützer, Bürger und Tourismusbranche, dass es sich wieder einmal nur um einen Tropfen auf den heissen Stein handelt. Und für manchen ist der Schaden ohnehin schon da. „Bei solchen Negativschlagzeilen haben wir schon jetzt Einbußen von 30 Prozent”, klagt ein Hotelbetreiber im historischen Zentrum der Stadt.

 

 

Müllnotstand ist Systemkrankheit

 

Müllchaos mit stinkenden Abfallbergen sogar vor Schulen, Krankenhäusern und öffentlichen Gebäuden – das wiederholt sich in Italien alle Jahre wieder. Brüssel verklagte Italien 2007 sogar wegen Verletzung des EU-Vertrages, weil der Staat die notwendigen Abfallanlagen nicht baute, obwohl die Union dies mitfinanzierte. Insgesamt 46,6 Millionen Euro europäische Fördergelder standen auf dem Spiel. Inzwischen wurde das EU-Geld auf Eis gelegt. Auch geht es nicht mehr nur um Neapel. In vielen Orten in Mittel- und Süditalien bleibt funktionierende Müllentsorgung nach europäischen Standards bis heute ein unerreichtes Projekt, Rom eingeschlossen.

 

 

 

„Die zum jetzigen Zeitpunkt unumgängliche Schliessung von Bellolampo macht deutlich, dass es sich hier nicht um einen momentanen Müllnotstand handelt, sondern um eine Krankheit der Abfallentsorgung an sich”, sagt Stefano Ciafani, Vizepräsident der UmweltschutzorganisationLegambiente. Der Notstand betreffe die ganze Region. Als Hauptkrankheiten machen die Kritiker Mafia und und die fehlende Mülltrennung aus.

 

 

„Seit mindestens 20 Jahren investiert die organisierte Kriminalität in die Abfallentsorgung und verdient dabei immense Summen. Und das ohne jedes Risiko aufgrund fehlender Kontrollen und Gesetze”, erklärt Ciafani. Palermo zeige dies ganz deutlich. “Die Müllmafia ernährt sich von der Abfallentsorgung und verdreckt sie dabei gleichzeitig”. Die kriminelle Unterwanderung verschlinge Millionen. “Mülltrennung bleibt bis heute eine Utopie”. Keine guten Aussichten für müllfreien Urlaub in Italien.

 

http://www.cleantech.ch/trend/news/2013/05/02/urlaub-im-muell/

La Nuova Ecologia

Chi è Andrea Orlando,
il nuovo ministro dell’Ambiente

di Adriana Spera

Il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando

Una carriera tutta nel partito, bersaniano di ferro, indica la tutela del territorio come priorità. Ma si dice favorevole alla Tav in Val di Susa. Da costruttori, architetti e Legambiente un appello perché s’impegni a favore delle politiche urbane e della piccola e media impresa

Fino all’ultimo momento si è rischiato addirittura che il ministero dell’Ambiente fosse cancellato. Ma alla fine, di mediazione in mediazione, il numero dei dicasteri è lievitato dai 12 iniziali agli attuali 21. E in via Cristoforo Colombo si è insediato Andrea Orlando, uno dei cosiddetti “giovani turchi”, bersaniano di ferro, quarantaquattro anni, una carriera tutta nel partito di cui ha seguito le trasformazioni politiche. Il suo compito non sarà facile visto che il suo ministero dal 2009 ad oggi è divenuto il più povero con un budget ridotto a soli 468 milioni (un terzo delle risorse che erano a disposizione solo tre anni fa) nonostante abbia funzioni importantissime quali la tutela della biodiversità attraverso, in primis, la gestione di 24 parchi terrestri e 30 aree marine protette. «Dal nuovo ministro dell’Ambiente Andrea Orlando – è il commento di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – ci aspettiamo che porti avanti concretamente il sostegno alla green economy, la lotta al dissesto idrogeologico, la riqualificazione energetica delle città e, data la sua esperienza nella commissione antimafia, l’inserimento dei reati ambientali nel codice penale».

Ma chi è il nuovo ministro dell’Ambiente? A venti anni era già segretario di una sezione del Pci nella sua La Spezia, poi consigliere comunale del Pds, segretario provinciale e nel 2000 entra nella segreteria regionale dove si occupa di enti locali e, appena un anno dopo, segretario regionale della Liguria. Dal 2006 in segreteria nazionale e poi l’ingresso in Parlamento dove è stato membro delle commissioni parlamentari Bilancio e Antimafia, dal 2007 è portavoce del Pd. Nel 2011 è stato eletto presidente del Forum Giustizia.

Il nuovo ministro troverà sul tavolo di via Cristoforo Colombo 44 molti dossier spinosi, dalla rimozione del relitto della Costa Concordia a largo dell’Isola del Giglio al risanamento dell’ Ilva di Taranto, passando per il dissesto idrogeologico che ormai coinvolge l’82% dei Comuni e 28 milioni di persone, un tema che essendo spezino ben conosce essendosi speso molto per gli alluvionati della Liguria e della Lunigiana. Senza contare poi la questione rifiuti, con un doppio deferimento alla Corte di Giustizia dell’Ue per le vicende di Campania, Lazio e presto di Palermo, le bonifiche dei poli industriali più inquinati, da Porto Marghera all’area Caffaro a Brescia, fino alla Valle del Sacco, la prosecuzione dei lavori di risanamento di Bagnoli. L’ex ministro Clini, come ultimo atto alla vigilia del passaggio delle consegne, gli ha comunque indicato fra le priorità gli otto punti dell’agenda verde. Priorità che vanno dalla green economy alla de-carbonizzazione dell’economia e alla riduzione delle emissioni, dalla promozione delle tecnologie verdi alle smart city, passando per le misure contro il surriscaldamento globale. Il ministro Orlando dal canto suo ha già espresso un punto da cui partire: «La prima cosa da fare è dare risposte immediate sulle calamità naturali e rimuovere gli elementi di deterioramento del territorio». Ma suscita qualche preoccupazione il fatto che il neoministro sia a favore della Tav in Val di Susa, tanto che il suo avvento è stato salutato con favore da Alfonso Maria Fimiani,  il presidente dei Circoli per l’Ambiente che sostengono le grandi opere: «Le nomine di Lupi alle Infrastrutture e di Orlando all’Ambiente aprono le porte ad un Sì definitivo all’Alta Velocità ed alle Grandi Infrastrutture che sono volano e simbolo del rilancio del paese».

Di parere diametralmente opposto è l’appello lanciato da Ance, Consiglio Nazionale degli Architetti e  Legambiente che chiedono «impegni seri e responsabilità precise in tema di politiche urbane – si legge nell’appello – che, da oltre 20 anni, sono state escluse da qualsiasi investimento e intervento, colpa di una politica economica che non ha sostenuto a sufficienza le piccole e medie imprese e i professionisti e che non ha puntato sulle politiche della crescita».

 

http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=12165&contenuto=Notizia

Ansa

Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Istituzioni e UE > Rifiuti: Ue deferisce Italia a Corte e chiede multa

Rifiuti: Ue deferisce Italia a Corte e chiede multa

Se condannata italia dovra’ pagare 56 milioni di euro

24 ottobre, 15:36

Ue deferisce Italia a corte e chiede multa
Ue deferisce Italia a corte e chiede multa

La Commissione Europea ha chiesto alla Corte di giustizia di condannare l’Italia ad una multa di 56 milioni di euro per il mancato rispetto della sentenza con cui il nostro Paese era stato già riconosciuto colpevole per centinaia di discariche illegali e omessi controlli nella gestione dei rifiuti.

Su proposta del commissario per l’Ambiente Janez Potocnik, si legge in una nota, l’Esecutivo europeo ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia Ue per il mancato rispetto di quanto già stabilito in materia di gestione delle discariche e dei rifiuti dalla stessa Corte con una sentenza dell’aprile 2007. “I problemi sussistono ancora in quasi tutte le regioni italiane – si legge nella nota – e le misure in vigore non sono sufficienti per risolvere il problema a lungo termine”. La Commissione Europea con la decisione odierna sollecita quindi l’Italia ad agire “urgentemente” per bonificare centinaia di discariche illegali e incontrollate di rifiuti. In particolare le discariche da bonificare, secondo Bruxelles sono ancora 255, di cui 16 contenenti rifiuti pericolosi.

Nonostante gli impegni presi dalle autorità italiane nel 2007, sottolinea ancora la Commissione nella sua nota, “solo 31 discariche problematiche saranno bonificate entro la fine del 2012. Un calendario completo per l’ultimazione dei lavori è stato programmato unicamente per 132 discariche. Inoltre, la Commissione non dispone di informazioni da cui risulti che l’Italia abbia istituito un sistema di controllo adeguato per evitare l’apertura di nuove discariche illegali.

Nella decisione presa oggi dall’Esecutivo europeo, Bruxelles, oltre alla multa forfettaria da 56 milioni di euro, chiede alla Corte di imporre all’Italia un’ammenda giornaliera di 256 mila 819,20 euro per il periodo che eventualmente trascorrerà tra una seconda sentenza di condanna da parte dei giudici del Lussemburgo (dopo quella arrivata nell’aprile 2007) a quando i motivi a base dell’infrazione non saranno stati del tutto eliminati.

CIRCOLI AMBIENTE: PUNTARE SU TERMOVALORIZZATORI

ROMA – Dopo che la Commissione Europea, su iniziativa del Commissario Potocnik, ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea ed imposto una multa di 56 milioni di euro, ”I termovalorizzatori sono, allo stato attuale, l’unica vera alternativa alla discarica per il trattamento del rifiuto indifferenziato: senza impianti Regioni come la Campania ed il Lazio non usciranno mai dalla crisi”. E’ quanto dichiarato da Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che, in una nota, continua: ”Il problema della sanzione europea e’ davvero l’ultimo nella scala dei valori: la priorita’ assoluta e’ risolvere una emergenza ambientale che rischia di compromettere la salute dei cittadini dei territori interessati. L’azione deve essere sinergica ed immediata: gli enti locali devono avviare un programma di gestione che porti la differenziata a livelli superiori al 70%, gli enti sovraordinati devono dare inizio alle procedure per la costruzione dei termovalorizzatori e degli altri impianti e lo Stato centrale deve incentivare le pratiche di riduzione del rifiuto ed avviare la riconversione degli impianti di produzione affinche’ ci si avvii verso una nuova rivoluzione industriale che rappresenti la vera green economy e consenta, di qui a qualche decennio, di ottenere che tutto quel che viene immesso nel commercio sia interamente riciclabile”. Per il terzo anno consecutivo i Circoli dell’Ambiente – informa la nota – parteciperanno alla Settimana Europea di Riduzione del Rifiuto”.(ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Ansa

AMBIENTE: CIRCOLI AMBIENTE,MIX ENERGIA E ECO-AUTO ANTI-CRISI
(NEWSLETTER AMBIENTE)
(ANSA) – ROMA, 8 OTT – Diversificazione dell’offerta
energetica, auto elettriche e infrastrutture. Questa la ricetta,
in tre parole, dei Circoli dell’Ambiente per la crescita
sostenibile e superare la crisi.
”E’ necessario aggredire la crisi economica con una crescita
sostenibile – ha detto Alfonso Fimiani, presidente dei Circoli
dell’Ambiente – garantendo ed anzi migliorando il livello del
benessere dei cittadini, ma ricordando che esso e’ direttamente
proporzionale al fabbisogno energetico, che va soddisfatto
attraverso la differenziazione delle fonti”. Per il presidente
del Comitato scientifico dei Circoli dell’Ambiente, Giuseppe
Quartieri, ”in Europa tutti dicono che e’ finito il viaggio di
nozze delle rinnovabili, ben pagato e finanziato dagli
incentivi. Per me ogni soluzione seria non puo’ prescindere dal
nucleare, fonte che io amo definire industrialmente
rinnovabile”. (ANSA).

Il Velino

L’AGENDA DI AMBIENTE E ENERGIA

 

ROMA (ore 15) 25 SETTEMBRE: Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla strategia energetica nazionale audizione dell’Ance di fronte alla commissione Industria del Senato.

ROMA (ore 15) – 25 SETTEMBRE: Il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) celebra il ventennale di attività con l’illustrazione del Rapporto sullo stato di salute del settore (Biblioteca del Senato, in piazza Minerva 38)

ROMA (ore 14) 26 SETTEMBRE Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla strategia energetica nazionale audizione di Energia Concorrente di fronte alla commissione Industria del Senato.

ROMA (ore 13) 26 SETTEMBRE: presso la Sala Conferenze della Camera (via della Missione n. 4) presentazione del Manifesto per la crescita sostenibile

ROMA (ore 13) 27 SETTEMBRE: Conferenza stampa di presentazione degli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova (5 e 6 ottobre 2012). Presso la Sala Conferenze della Camera (via della Missione n. 4).

ROMA (ore 9.30) – 27-29 SETTEMBRE: Seconda edizione di Ecomunica, il Forum sul riciclo dei rifiuti e sulle energie rinnovabili a Piazza del Popolo

AdnKronos

“Lentius, profundius, suavius” o “Sviluppo e progresso”?

Crescita o decrescita sostenibile, il dilemma della green economy

Roma, 27 set. – (Adnkronos) – Dopo le giornate veneziane che la settimana scorsa hanno chiamato a raccolta oltre 600 partecipanti da 47 Paesi del mondo, più di 70 relatori per altrettanti workshop, tutti concentrati sul tema della “decrescita”, ora a Roma è la volta degli ambientalisti pro-crescita, quelli dei Circoli dell’Ambiente che nella sala stampa della Camera dei Deputati hanno presentato il proprio manifesto, quello della “crescita sostenibile”.
I promotori della Conferenza internazionale sulla Decrescita, tra cui l’Università Iuav di Venezia, quella di Udine, Research & Degrowth, Arci, Kuminda – Diritto al cibo, Comune di Venezia, hanno esposto le proprie posizioni nel meeting veneziano che ha fatto seguito a quelli di Parigi e Barcellona; i Circoli dell’Ambiente lo faranno il 3 ottobre nella sala delle Colonne della Camera dei Deputati nel corso dell’incontro “Dalla crisi economica alla crisi ambientale”, ma già hanno espresso alcune delle proprie convinzioni, prima fra tutte quella di essere a favore di un “ambientalismo che non sia del no a prescindere”, spiega Iris Pellegrini, vice presidente dei Circoli dell’Ambiente. 

 

E se il motto di Alexander Langer, padre italiano della decrescita non solo economica, è “Lentius, profundius, suavius” (più lento, più profondo, più dolce), quello dei Circoli dell’Ambiente è “sviluppo e progresso”. La Co2 è un falso problema e il nucleare non è un tabù per loro che, anzi, lo ritengono la “sorgente di energia che inquina di meno”, dice il presidente del comitato scientifico Giuseppe Quartieri. 

 

Il nucleare “è una delle risposte più plausibili alla crescente domanda energetica, sebbene i dubbi che lo riguardano non siano da sottovalutare”, aggiunge Roberto Tortoli, vice presidente della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati. 

 

Il manifesto per la crescita sostenibile propone “una visione scientifica dell’ambientalismo, un approccio diverso”, spiega Alfonso Maria Fimiani, presidente Circoli dell’Ambiente. “Diverso – aggiunge il senatore Andrea Fluttero, segretario della Commissione Ambiente al Senato – da quello politicizzato che abbiamo conosciuto finora e che ha fatto danni al Paese, e diverso dall’ambientalismo romantico alla ‘Salviamo il mondo'”. 

 

Un “ambientalismo razionale – come recita il manifesto presentato oggi, immerso – nella visione sistemica e olistica della vita basata sulla metodologia galileiana”.